GENERALITÀ I nitrati sono composti a base di azoto che vengono trattenuti poco dal terreno e pertanto possono essere facilmente dilavati ed andare ad inquinare le falde. I nitrati sono il prodotto finale della degradazione dei composti azotati ad opera dei microrganismi secondo i seguenti passaggi: azoto organico ——» azoto ammoniacale ——» nitriti ——» nitrati FONTI D’INQUINAMENTO Le fonti principali di nitrati nelle acque sono di tipo agricolo, in particolare sono legate allo spargimento sul terreno dei liquami prodotti dagli allevamenti e all’uso di concimi chimici. CONSEGUENZE DELL'INQUINAMENTO La presenza eccessiva di nitrati nell’acqua può recare in generale grave danno agli ecosistemi acquatici, si ricorda ad esempio che l’azoto assieme al fosforo è uno dei principali responsabili dell’eutrofizzazione dei corpi idrici. Inoltre la presenza di nitrati nelle falde può rendere inutilizzabile la principale risorsa idrica per l'uomo. I nitrati possono essere molto pericolosi per la salute umana. L'assunzione di nitrati e nitriti negli adulti può essere pericolosa in quanto, a certe concentrazioni, questi composti all’interno dell’organismo umano possono dare origine a nitrosammine e nitrosammidi che sono temibili sostanze cancerogene. Nei neonati i nitrati sono molto più pericolosi che negli adulti: nel loro intestino i nitrati vengono trasformati in nitriti, questi ultimi reagiscono con l’emoglobina, la proteina dei globuli rossi che trasporta l’ossigeno, e la rendono inattiva; mentre negli adulti questo problema non si manifesta in quanto è presente un enzima che riesce a ripristinare l’emoglobina funzionante, nei neonati questo enzima viene prodotto solo dopo il terzo mese di vita. Si ricorda che i nitrati, oltre che nell’acqua, possono essere presenti anche negli insaccati, dove vengono utilizzati come coloranti e conservanti, e nelle verdure a foglia larga (es. insalate). NORMATIVA VIGENTE q Secondo il D.Lgs. 152/99, che recepisce la direttiva 91/676/CEE, nota come direttiva nitrati, vanno individuate come zone vulnerabili quelle in cui le acque di falda contengono oltre 50 mg/l di nitrati; per tali zone si devono prevedere programmi intesi a limitare l’impiego in agricoltura di tutti i fertilizzanti contenenti azoto e a stabilire restrizioni specifiche nell’impiego di concimi organici animali. q Lo stesso limite massimo di 50 mg/l di nitrati è posto anche dal D.Lgs. 31/2001, che regolamenta la qualità delle acque destinate al consumo umano. Secondo alcuni esperti tale limite sarebbe troppo alto per alcune categorie più sensibili come i neonati. La normativa precedente (DPR 236/88) oltre al valore massimo, rimasto invariato, riportava anche il valore guida, che era pari a 5 mg/l di nitrati. SITUAZIONE LOCALE La pianura friulana, soprattutto nella parte alta, per l’elevata permeabilità, si presenta molto vulnerabile all’inquinamento della falda da nitrati; particolarmente sensibili sono la fascia delle risorgive, dove la falda è più alta, e i greti dei principali corpi idrici. Secondo i rilievi attuati ora dall’ARPA e precedentemente dal Presidio Multizonale Provinciale, negli ultimi anni si è rilevata una tendenza alla riduzione del contenuto di nitrati nelle acque di falda e dalle analisi relative all’anno 2002 è emerso un unico caso in cui è stato superato il valore di 50 mg/l, in un pozzo del comune di Montereale Valcellina.
NOTA BIBLIOGRAFICA Acque inquinate, le conseguenze dell'uso di fertilizzanti e pesticidi, Padova, Franco Muzzio, 1987 ARPA, http://www.arpa.fvg.it Biologia generale ed applicata, Bologna, Calderini, Edagricole, 2000 Gazzetta ufficiale, supplemento ordinario, serie generale n. 52, 3/3/2001 Modulo ambiente 2004, Milano, IPSOA, 2003 Rapporto sullo stato dell'ambiente, anno 2001, Trieste, ARPA, 2002 Rapporto sullo stato dell'ambiente, aggiornamento 2002, Trieste, ARPA, 2003 |