STORIA E GENESI DI UN PROGETTO
All'inizio
Scuola in piazza nasceva nel lontano 1995 da
una idea di un gruppo di insegnanti di alcune delle scuole del
maniaghese e spilimberghese.
Il momento culturale sollecitava in quegli anni la ricerca di forme e
momenti di incontro della scuola con il proprio territorio di
appartenenza.
In particolare si rilevava il bisogno di far conoscere ciò che la scuola
era, quello che era in grado di offrire ai propri alunni, ciò che si
produceva all’interno delle aule e delle mura di un edificio scolastico.
La novità di questo pensiero era stata quella di condividere questo
bisogno assieme alle altre scuole ed istituti di uno stesso territorio,
accomunato da una realtà geografica e amministrativa che a quel tempo
era riconducibile ai Distretti Scolastici.
C’era la necessità di uscire dall’idea di “non luogo” nella quale la
scuola si trovava, dalla chiusura ed esclusività nella quale si
collocava ogni realtà, per essere e farsi conoscere come parte di un
sistema, dove le originalità ed identità venissero riconosciute e
valorizzate.
Tra i docenti era ben presente il grande valore formativo e culturale
rispetto alla propria professionalità e rispetto alla funzione di una
scuola come possibile motore culturale e aggregante in una realtà
locale.
Il territorio dove il progetto interviene è sempre stato geograficamente
isolato, sia rispetto alla realtà provinciale che al resto della
regione, trovandosi al confine ovest, più proiettato in direzione del
vicino Veneto, con le montagne alle spalle che formano una linea di
confine con la vasta zona montana carnica. Anche economicamente sul
territorio si ritrovano elementi diversificati con caratteristiche
peculiari specifiche come la produzione dei
coltelli per Maniago, la realtà del mosaico di Spilimbergo, e le zone
delle valli montane con storie e tradizioni specifiche, come la zona di
Erto legata al disastro del Vajont. Comunità diverse che esprimono
culture diverse, con enormi difficoltà a confrontarsi e mettere assieme
un patrimonio storico, ambientale, economico dalle radici profonde,
comunque imprescindibili.
In sintesi, un territorio che risente di microisolamenti, che si sono
riversati anche nell’impostazione e nelle politiche delle singole
scuole.
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Le prime
edizioni
La voglia di cooperzione e confronto costruttivo, la voglia di provare a
mettersi in gioco per elaborare strumenti e luoghi dove esista la pari
opportunità per tutti, dalle scuole dell’infanzia alle scuole superiori,
per poter valorizzare le proprie identità, ha coinvolto in modo
entusiastico molti dei docenti e così nel 1996 si ebbe la prima edizione
di Scuola in Piazza.
Era nata una rete, inconsapevole, perché in quell’epoca ancora di reti
non si parlava, era un concetto che nella scuola era lontano, la cultura
tecnologica e gli strumenti informatici non diffusi, pochissimi docenti,
ancora, si affacciavano, curiosando, in questo ambito.
L’organizzazione prevedeva un gruppo di coordinamento e dei referenti di
scuola che si incontravano in presenza diverse volte in un anno. Le
prime edizioni individuarono all’interno dei singoli Comuni luoghi ed
edifici di interesse storico dove collocare singole sezioni. Ecco così
Palazzo Colossis a Meduno che raccoglieva tutti i prodotti realizzati
con le mani, il Palazat di Cavasso Nuovo che conteneva la parte di
scrittura, libri, giornalini, la Casa
della Contadinanza di Maniago con i prodotti video e i primissimi
ipermedia, la sala di Arba per le rappresentazioni teatrali e la musica.
E’ stato il primo tentativo di abbinare un luogo culturalmente
significativo su un territorio, con la scuola e il suo essere luogo
formativo. Ciò ha comportato una grande mobilità: insegnanti per il
montaggio delle mostre e per seguire gli eventi, alunni per visitare le
singole mostre, genitori e popolazione locale come fruitori.
Le prime edizioni prevedevano l’apertura per diverse giornate delle
mostre ed eventi diversi in giornate e luoghi diversi. E’ stato un
momento itinerante, una scuola itinerante che ha condotto ad alcuni
importanti risultati:
- incontro tra i docenti
- conoscenza e scambio di materiali
- condivisione di obiettivi
- avvio di percorsi ed attività
- avvio di progetti sia orizzontali che verticali tra istituti
- primo coinvolgimento sia delle famiglie degli alunni che di alcune
strutture locali nella fase di realizzazione dell’iniziativa (comuni,
pro loco, associazioni di volontariato).
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Dopo i primi cinque anni
In questo primo quinquennio la rete si formalizza, acquisisce e
costruisce il proprio logo, cominciano a nascere le prime reti on line
delle scuole, raccolte inizialmente attorno ad un progetto di Montagna
Leader e poi proseguite con la rete di www.maniagospilimbergo-edu.it
Sarà nel 2000 che la riflessione del gruppo di coordinamento, che nel
corso degli anni vedrà l’avvicendarsi di molti colleghi, porta ad alcune
fondamentali scelte.
La gestione su più giornate e più luoghi sul territorio risultava
difficile, difficile (dopo la prima novità) anche gli spostamenti degli
alunni e dei loro genitori, fatica a reperire spazi a fronte di una
sempre maggiore richiesta da parte delle scuole, diversità di intervento
nelle singole realtà locali degli enti e sempre maggior ricorso al
volontariato sia dei docenti impegnati che di genitori e semplici
cittadini.
Non solo, i bisogni erano cambiati, non si trattava più solo di MOSTRARE
ciò che la scuola faceva, portare al di fuori delle scuole quanto
prodotto dagli alunni all’interno delle aule, ma anche COME ciò si
realizzava.
L’entrata in vigore della legge sull’autonomia scolastica che chiede
alla scuola di interagire con gli enti territoriali e con le famiglie,
ha indotto Scuola in piazza a coinvolgere in modo più attivo i genitori,
l’utenza, le altre agenzie educative presenti sul territorio
proponendosi di:
- valorizzare le esperienze, le attività, i progetti realizzati
nelle singole scuole;
- far conoscere quanto nelle scuole viene prodotto e con quali
obiettivi;
- facilitare la continuità educativa tra le scuole di ogni livello e
grado;
- realizzare elementi di progettualità finalizzati all’autonomia
scolastica.
In questa fase di importanti cambiamenti nella scuola, i docenti
coinvolti
nell’iniziativa hanno inteso riflettere sul "fare scuola" e sull’
"essere scuola".
È stata quindi proposta la pista sulla quale confrontarsi e ritrovarsi:
"il fare"
Su tale contenuto si sono individuati alcuni grossi ambiti di lavoro che
hanno consentito l’incontro, lo scambio, il confronto tra docenti di
diversi gradi scolastici e di diversi ambiti territoriali, costruendo
gruppi che, operando in rete, hanno consentito la realizzazione di una
iniziativa concentrata in un’unica giornata e in un luogo unico: la
Piazza di Maniago.
Mostre, musica, teatro, sport, hanno portato in piazza nell’arco di una
giornata alunni, insegnanti, genitori, gruppi di volontariato,
associazioni, perfino gli Alpini con la pastasciutta.
Dopo un tentativo parzialmente fallito di spostare l’iniziativa a
Spilimbergo, credendo ancora sull’aspetto itinerante (molto condiviso
dalle scuole, ma non altrettanto dalle Amministrazioni Locali), si è
rafforzata l’idea di come un servizio organizzativo efficiente e
rispondente alle richieste e nuove produzioni delle scuole fosse in
realtà una carta vincente. Scuola in Piazza si è consolidata come
iniziativa di scuole in rete che trova realizzazione a fine maggio nel
Comune di Maniago.
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La piazza
virtuale
Le modalità di gestione sono cambiate. E’ stato costruito il sito inteso
come piazza virtuale www.scuolainpiazza.it , che consente alle scuole di
pubblicare e condividere le proprie produzioni. Un luogo di scambio di
materiali, ma anche documentazione di percorsi e prodotti. Oramai il
gruppo di coordinamento vede al suo interno docenti esperti, ognuno su
sezioni specifiche, generalmente gli incontri in presenza con i
referenti di istituto sono al massimo due, tutta l’organizzazione
avviene via mailing list, con incontri di piccoli sottogruppi. Sono
coinvolti direttamente i rappresentati degli enti (Assessori,
Bibliotecari, Direttori di Centri) i Rappresentanti di Associazioni
Sportive, culturali e di volontariato, gli sponsor, i comitati dei
genitori, gli alunni che partecipano in maniera attiva alle fasi di
progettazione, montaggio delle mostre, gestione di laboratori,
spettacoli teatrali e musicali.
Intervengono anche nella parte di promozione dell’evento con interviste
rilasciate alla stampa e alla radio e televisione.
Gli alunni hanno concorso alla realizzazione di loghi utilizzati per i
materiali divulgativi, ma anche stampati su magliette e altri gadget che
di volta in volta vengono distribuiti ai partecipanti.
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La nascita delle tematiche
Come Gruppo di Coordinamento negli ultimi anni, si è cercato il
significato nascosto di un modo di essere di queste scuole e di queste
scuole in questo territorio, così ecco nascere la
tematizzazione:edizione 2004 CONTESTI dove:
“Si è inteso riconoscere il ruolo centrale dell’alunno nella propria
formazione, dando significato alle molteplici intelligenze e linguaggi
attraverso i quali si esprime ed esprime il proprio apprendere. Le
scuole hanno inteso promuovere gli aspetti d’azione e di costruzione del
pensiero, valorizzando i singoli contesti all’interno dei quali il
bambino, l’adolescente il giovane cresce e si forma. Ecco l’importanza
del territorio, dell’ambiente, dello sport e della cultura, contesti
primari di formazione. Contesto è anche il mondo nuovo, la scoperta
della
diversità, dell’altro, della sua cultura, degli spazi offerti dalla
scienza e dalle nuove tecnologie. Contesto è anche l’espressione e
l’emozione, il condividere un momento di festa, di gioco, di musica. Per
le scuole coinvolte una grande sfida: costruire insieme un modo di
essere ugualmente condiviso, un percorso costruito assieme, dove
l’essere di ognuno diventa il contesto esplicativo di singoli tesori ed
identità.”
Edizione 2005 LABORATORIO SCUOLA: a questa parola la scuola assegna
molti significati: il laboratorio come luogo fisico, sia come spazio che
come oggetti; il laboratorio come ricerca e scoperta; il laboratorio
come sapere complesso, che coniuga al suo interno il sapere astratto e
il sapere tecnologico del fare. Per la scuola il laboratorio è pure
esperienza e luogo di costruzione etica, di valori di collaborazione e
cooperazione, di accettazione e sperimentazione delle diversità. Esso
diventa luogo d’esperienza di democrazia, costruzione condivisa di
progettazione, ricerca comune di obiettivi. Il laboratorio è il luogo
dove il sapere trova il contesto per rivelarsi attraverso i linguaggi
del corpo, del suono, dell’espressività, della creatività, ma anche del
rigore della ricerca scientifica e storica, dei linguaggi della
matematica, della tecnologia e della parola scritta e orale. Si aprono
vie di progettazione, dove i laboratori delle scuole sono uno degli
aspetti di integrazione del “saper fare e saper essere” di un
territorio.
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I dieci anni di Scuola in
Piazza
L'edizione 2006, dedicata al concetto di RETE, ha visto una rivisitazione temporale. Siamo ritornati
all’apertura su 10 giorni per poter usufruire in modo più diluito degli
eventi, sono stati utilizzati tutti gli spazi d’incontro possibili del
Comune: oltre alla piazza, il Teatro Verdi, la Biblioteca e i suoi
cortili, il parco pubblico, la Filanda. Sono stati compresi eventi
realizzati da singoli gruppi di progetto o istituti in Comuni di
appartenenza come nel caso della giornata dell’intercultura di
Spilimbergo e della Mostra Scientifica Interattiva di Balthazar a
Montereale Valcellina. Sono stati favoriti gli spostamenti attraverso
collaborazioni con le Associazioni come i pullman arrivati da Aviano con
il Gruppo dei Danzerini e per gli scacchi e l’orienteering da Meduno e
Spilimbergo.
Fondamentale l’apporto e il supporto economico e logistico degli
sponsor, di Montagna Leader, dei Comuni e della Comunità Montana.
Importanti i patrocini e le collaborazioni come quello del laboratorio
Regionale di Educazione Ambientale, del Centro di orientamento
Regionale, dell’Università di Padova su progetto specifico.
La rete si è consolidata e allargata ad altri Istituti che vanno oltre
il confine territoriale della pedemontana, coinvolgendo scuole e gruppi
di scuole legate da progettazione e condivisione di obiettivi.
Importante l’avvio dell’aspetto di riflessione e formazione con la
realizzazione di un convegno sulla tematica della didattica
laboratoriale. In ogni caso Scuola in Piazza si caratterizza come grande
evento formativo per i docenti. La possibilità di assistere a forme
nuove di espressione (segnalo con piacere il “Teatro nero” dei ragazzi
della Scuola Media di Meduno che ha ottenuto un applauso di dieci minuti
dalla sala completamente in piedi o lo spettacolo “La crociata dei
ragazzi della scuola Media di Maniago), di consultare materiali prodotti
su percorsi e progetti specifici, di assistere ad attività di
laboratorio scientifico e tecnologico (cito il laboratorio Balthazar
Montereale-Maniago-Aviano e il laboratorio professionale tecnologico
dell’IPSIA di Maniago) consente ai docenti di fruire della
manifestazione come di una grande opportunità autoformativa, dove
l’aspetto della didattica e della metodologia risultano punti di qualità
fondamentali, così come l’esplicitazione del progetto MAPPE (Cordenons-Maniago)
che ha mostrato un percorso di ricerca azione centrato
sull’apprendimento e sullo sviluppo e potenziamento di competenze
logiche.
Risulta fondamentale anche l’apporto culturale per il territorio che le
scuole attivano attraverso i loro progetti: cito il progetto Cinema che
ha visto i ragazzi del Liceo Scientifico di Maniago impegnati nella
ricostruzione dei luoghi e delle testimonianze raccolte in un film del
1948 e che ha prodotto un nuovo video che confronta il passato con il
presente, e ancora la raccolta e catalogazione delle fioriture in un
ambiente particolare come quello delle Peschiere di Maniago o la
ricostruzione della carbonaia e la storia dei carbonai della Valcellina.
Percorsi nel territorio, percorsi sul
territorio, percorsi per il territorio, come semino semini di Travesio
con la coltivazione in serra di piantine da orto. Impegno e impegni
rivolti alla costruzione di identità globali dove ciò che sta fuori dal
proprio territorio è parte dello stesso come dimostra il Progetto “FAX
FOR PEACE FAX FOR TOLLERANCE” degli Istituti Superiori di Spilimbergo.
Massiccia la presenza a tutti gli eventi e in particolare il sabato
mattina in piazza che ha visto l’avvicendarsi di centinaia tra alunni,
studenti, docenti, genitori, comuni cittadini.
Non va dimenticato che Scuola in piazza, nelle sue molteplici
sfaccettature, è anche una grande festa della scuola e per la scuola,
dove dietro a questa parola si nasconde l’idea che la formazione delle
giovani generazioni è un nodo centrale per questo momento storico e per
questa società. Rilanciare l’idea di scuola come luogo formativo di
sviluppo sociale, come centro di qualità, come perno culturale, come
focalizzatore di spinte innovative e
costruzione di valori socialmente condivisibili è oggi fondamentale. E’
la logica della rete, del mettersi assieme, dell’avere il coraggio di
praticare l’educazione nuova.
Il progetto può essere valutato come esempio di buona pratica e come
luogo dove si è avviata una partnership attiva con molti degli attori
presenti sul territorio.
Evidenzia la capacità di creare condizioni che, attraverso la pratica e
l’esperienza, hanno saputo creare situazioni di apprendimento e di
formazione, oltre a costruire spunti per l’essere delle scuole come
“luoghi culturali” inseriti in un territorio e miranti alla costruzione
di identità legate alla realtà contemporanea di appartenenza.
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Il futuro
“Scuola in Piazza” nel 2006 ha visto la sua decima edizione, dieci anni
di cambiamenti, di mutamenti, di successi e/o insuccessi, ma l’idea
geniale che nacque in quel lontano 1995, ha sicuramente prodotto una
crescita nelle scuole del nostro territorio che, ancor oggi, si fa
sentire e si consolida e potenzia, di anno in anno, acquisendo forme
nuove, perché riesce a mostrare quella flessibilità e spirito di ricerca
che caratterizza non solo chi l’ha ideata, ma quanti hanno condiviso il
percorso e ancora lo condividono, dai docenti, ai Dirigenti, agli Enti e
Istituzioni, alle Associazioni, ai Genitori, e, primi protagonisti, gli
alunni.
Nel 2007, SCUOLA, GIOVANI ED EUROPA, "Scuola in Piazza" ha partecipato
all'iniziativa ministeriale "La scuola siamo noi", ospitando al proprio
interno progetti europei, scambi internazionali e regionali tra scuole
ed Enti di formazione e promozione culturale. La rete si sta
consolidando con attività di "didattica situata", in collaborazione con
l'Ecomuseo Lis Aganis attraverso percorsi di progettazione partecipata con gli attori del
territorio.
Nel 2008, TERRITORIALMENTE INSIEME ECOMUSEO
E SCUOLE, ha visto la sinergia tra "LIS AGANIS" (Ecomuseo Regionale
della zona pedemontana e montana del pordenonese) e la rete delle
scuole, compartecipando alla settimana ecomuseale.
Nel 2009, anno europeo della CREATIVITA',
ecco CRE-ATTIVITA'...tutta da scoprire!
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Coordinatrice di
progetto |
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Giuliana Massaro
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