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Progetto 2009

 

Giornale on line 2007

SITO STORICO DEL PROGETTO

STORIA E GENESI DI UN PROGETTO

 

All'inizio

 

Scuola in piazza nasceva nel lontano 1995 da una idea di un gruppo di insegnanti di alcune delle scuole del maniaghese e spilimberghese.
Il momento culturale sollecitava in quegli anni la ricerca di forme e momenti di incontro della scuola con il proprio territorio di appartenenza.
In particolare si rilevava il bisogno di far conoscere ciò che la scuola era, quello che era in grado di offrire ai propri alunni, ciò che si produceva all’interno delle aule e delle mura di un edificio scolastico.
La novità di questo pensiero era stata quella di condividere questo bisogno assieme alle altre scuole ed istituti di uno stesso territorio, accomunato da una realtà geografica e amministrativa che a quel tempo era riconducibile ai Distretti Scolastici.
C’era la necessità di uscire dall’idea di “non luogo” nella quale la scuola si trovava, dalla chiusura ed esclusività nella quale si collocava ogni realtà, per essere e farsi conoscere come parte di un sistema, dove le originalità ed identità venissero riconosciute e valorizzate.
Tra i docenti era ben presente il grande valore formativo e culturale rispetto alla propria professionalità e rispetto alla funzione di una scuola come possibile motore culturale e aggregante in una realtà locale.
Il territorio dove il progetto interviene è sempre stato geograficamente isolato, sia rispetto alla realtà provinciale che al resto della regione, trovandosi al confine ovest, più proiettato in direzione del vicino Veneto, con le montagne alle spalle che formano una linea di confine con la vasta zona montana carnica. Anche economicamente sul territorio si ritrovano elementi diversificati con caratteristiche peculiari specifiche come la produzione dei
coltelli per Maniago, la realtà del mosaico di Spilimbergo, e le zone delle valli montane con storie e tradizioni specifiche, come la zona di Erto legata al disastro del Vajont. Comunità diverse che esprimono culture diverse, con enormi difficoltà a confrontarsi e mettere assieme un patrimonio storico, ambientale, economico dalle radici profonde, comunque imprescindibili.
In sintesi, un territorio che risente di microisolamenti, che si sono riversati anche nell’impostazione e nelle politiche delle singole scuole.

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Le prime edizioni


La voglia di cooperzione e confronto costruttivo, la voglia di provare a mettersi in gioco per elaborare strumenti e luoghi dove esista la pari opportunità per tutti, dalle scuole dell’infanzia alle scuole superiori, per poter valorizzare le proprie identità, ha coinvolto in modo entusiastico molti dei docenti e così nel 1996 si ebbe la prima edizione di Scuola in Piazza.
Era nata una rete, inconsapevole, perché in quell’epoca ancora di reti non si parlava, era un concetto che nella scuola era lontano, la cultura tecnologica e gli strumenti informatici non diffusi, pochissimi docenti, ancora, si affacciavano, curiosando, in questo ambito.
L’organizzazione prevedeva un gruppo di coordinamento e dei referenti di scuola che si incontravano in presenza diverse volte in un anno. Le prime edizioni individuarono all’interno dei singoli Comuni luoghi ed edifici di interesse storico dove collocare singole sezioni. Ecco così Palazzo Colossis a Meduno che raccoglieva tutti i prodotti realizzati con le mani, il Palazat di Cavasso Nuovo che conteneva la parte di scrittura, libri, giornalini, la Casa
della Contadinanza di Maniago con i prodotti video e i primissimi ipermedia, la sala di Arba per le rappresentazioni teatrali e la musica.
E’ stato il primo tentativo di abbinare un luogo culturalmente significativo su un territorio, con la scuola e il suo essere luogo formativo. Ciò ha comportato una grande mobilità: insegnanti per il montaggio delle mostre e per seguire gli eventi, alunni per visitare le singole mostre, genitori e popolazione locale come fruitori.
Le prime edizioni prevedevano l’apertura per diverse giornate delle mostre ed eventi diversi in giornate e luoghi diversi. E’ stato un momento itinerante, una scuola itinerante che ha condotto ad alcuni importanti risultati:
- incontro tra i docenti
- conoscenza e scambio di materiali
- condivisione di obiettivi
- avvio di percorsi ed attività
- avvio di progetti sia orizzontali che verticali tra istituti
- primo coinvolgimento sia delle famiglie degli alunni che di alcune strutture locali nella fase di realizzazione dell’iniziativa (comuni, pro loco, associazioni di volontariato).

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Dopo i primi cinque anni


In questo primo quinquennio la rete si formalizza, acquisisce e costruisce il proprio logo, cominciano a nascere le prime reti on line delle scuole, raccolte inizialmente attorno ad un progetto di Montagna Leader e poi proseguite con la rete di www.maniagospilimbergo-edu.it
Sarà nel 2000 che la riflessione del gruppo di coordinamento, che nel corso degli anni vedrà l’avvicendarsi di molti colleghi, porta ad alcune fondamentali scelte.
La gestione su più giornate e più luoghi sul territorio risultava difficile, difficile (dopo la prima novità) anche gli spostamenti degli alunni e dei loro genitori, fatica a reperire spazi a fronte di una sempre maggiore richiesta da parte delle scuole, diversità di intervento nelle singole realtà locali degli enti e sempre maggior ricorso al volontariato sia dei docenti impegnati che di genitori e semplici cittadini.
Non solo, i bisogni erano cambiati, non si trattava più solo di MOSTRARE ciò che la scuola faceva, portare al di fuori delle scuole quanto prodotto dagli alunni all’interno delle aule, ma anche COME ciò si realizzava.
L’entrata in vigore della legge sull’autonomia scolastica che chiede alla scuola di interagire con gli enti territoriali e con le famiglie, ha indotto Scuola in piazza a coinvolgere in modo più attivo i genitori, l’utenza, le altre agenzie educative presenti sul territorio proponendosi di:
- valorizzare le esperienze, le attività, i progetti realizzati nelle singole scuole;
- far conoscere quanto nelle scuole viene prodotto e con quali obiettivi;
- facilitare la continuità educativa tra le scuole di ogni livello e grado;
- realizzare elementi di progettualità finalizzati all’autonomia scolastica.
In questa fase di importanti cambiamenti nella scuola, i docenti coinvolti
nell’iniziativa hanno inteso riflettere sul "fare scuola" e sull’ "essere scuola".
È stata quindi proposta la pista sulla quale confrontarsi e ritrovarsi: "il fare"
Su tale contenuto si sono individuati alcuni grossi ambiti di lavoro che hanno consentito l’incontro, lo scambio, il confronto tra docenti di diversi gradi scolastici e di diversi ambiti territoriali, costruendo gruppi che, operando in rete, hanno consentito la realizzazione di una iniziativa concentrata in un’unica giornata e in un luogo unico: la Piazza di Maniago.
Mostre, musica, teatro, sport, hanno portato in piazza nell’arco di una giornata alunni, insegnanti, genitori, gruppi di volontariato, associazioni, perfino gli Alpini con la pastasciutta.
Dopo un tentativo parzialmente fallito di spostare l’iniziativa a Spilimbergo, credendo ancora sull’aspetto itinerante (molto condiviso dalle scuole, ma non altrettanto dalle Amministrazioni Locali), si è rafforzata l’idea di come un servizio organizzativo efficiente e rispondente alle richieste e nuove produzioni delle scuole fosse in realtà una carta vincente. Scuola in Piazza si è consolidata come iniziativa di scuole in rete che trova realizzazione a fine maggio nel Comune di Maniago.

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La piazza virtuale


Le modalità di gestione sono cambiate. E’ stato costruito il sito inteso come piazza virtuale www.scuolainpiazza.it , che consente alle scuole di pubblicare e condividere le proprie produzioni. Un luogo di scambio di materiali, ma anche documentazione di percorsi e prodotti. Oramai il gruppo di coordinamento vede al suo interno docenti esperti, ognuno su sezioni specifiche, generalmente gli incontri in presenza con i referenti di istituto sono al massimo due, tutta l’organizzazione avviene via mailing list, con incontri di piccoli sottogruppi. Sono coinvolti direttamente i rappresentati degli enti (Assessori, Bibliotecari, Direttori di Centri) i Rappresentanti di Associazioni Sportive, culturali e di volontariato, gli sponsor, i comitati dei genitori, gli alunni che partecipano in maniera attiva alle fasi di progettazione, montaggio delle mostre, gestione di laboratori, spettacoli teatrali e musicali.
Intervengono anche nella parte di promozione dell’evento con interviste rilasciate alla stampa e alla radio e televisione.
Gli alunni hanno concorso alla realizzazione di loghi utilizzati per i materiali divulgativi, ma anche stampati su magliette e altri gadget che di volta in volta vengono distribuiti ai partecipanti.

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La nascita delle tematiche


Come Gruppo di Coordinamento negli ultimi anni, si è cercato il significato nascosto di un modo di essere di queste scuole e di queste scuole in questo territorio, così ecco nascere la tematizzazione:edizione 2004 CONTESTI dove:
“Si è inteso riconoscere il ruolo centrale dell’alunno nella propria formazione, dando significato alle molteplici intelligenze e linguaggi attraverso i quali si esprime ed esprime il proprio apprendere. Le scuole hanno inteso promuovere gli aspetti d’azione e di costruzione del pensiero, valorizzando i singoli contesti all’interno dei quali il bambino, l’adolescente il giovane cresce e si forma. Ecco l’importanza del territorio, dell’ambiente, dello sport e della cultura, contesti primari di formazione. Contesto è anche il mondo nuovo, la scoperta della
diversità, dell’altro, della sua cultura, degli spazi offerti dalla scienza e dalle nuove tecnologie. Contesto è anche l’espressione e l’emozione, il condividere un momento di festa, di gioco, di musica. Per le scuole coinvolte una grande sfida: costruire insieme un modo di essere ugualmente condiviso, un percorso costruito assieme, dove l’essere di ognuno diventa il contesto esplicativo di singoli tesori ed identità.”
Edizione 2005 LABORATORIO SCUOLA: a questa parola la scuola assegna molti significati: il laboratorio come luogo fisico, sia come spazio che come oggetti; il laboratorio come ricerca e scoperta; il laboratorio come sapere complesso, che coniuga al suo interno il sapere astratto e il sapere tecnologico del fare. Per la scuola il laboratorio è pure esperienza e luogo di costruzione etica, di valori di collaborazione e cooperazione, di accettazione e sperimentazione delle diversità. Esso diventa luogo d’esperienza di democrazia, costruzione condivisa di progettazione, ricerca comune di obiettivi. Il laboratorio è il luogo dove il sapere trova il contesto per rivelarsi attraverso i linguaggi del corpo, del suono, dell’espressività, della creatività, ma anche del rigore della ricerca scientifica e storica, dei linguaggi della matematica, della tecnologia e della parola scritta e orale. Si aprono vie di progettazione, dove i laboratori delle scuole sono uno degli aspetti di integrazione del “saper fare e saper essere” di un territorio.

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I dieci anni di Scuola in Piazza


L'edizione 2006, dedicata al concetto di RETE, ha visto una rivisitazione temporale. Siamo ritornati all’apertura su 10 giorni per poter usufruire in modo più diluito degli eventi, sono stati utilizzati tutti gli spazi d’incontro possibili del Comune: oltre alla piazza, il Teatro Verdi, la Biblioteca e i suoi cortili, il parco pubblico, la Filanda. Sono stati compresi eventi realizzati da singoli gruppi di progetto o istituti in Comuni di appartenenza come nel caso della giornata dell’intercultura di Spilimbergo e della Mostra Scientifica Interattiva di Balthazar a Montereale Valcellina. Sono stati favoriti gli spostamenti attraverso collaborazioni con le Associazioni come i pullman arrivati da Aviano con il Gruppo dei Danzerini e per gli scacchi e l’orienteering da Meduno e Spilimbergo.
Fondamentale l’apporto e il supporto economico e logistico degli sponsor, di Montagna Leader, dei Comuni e della Comunità Montana.
Importanti i patrocini e le collaborazioni come quello del laboratorio Regionale di Educazione Ambientale, del Centro di orientamento Regionale, dell’Università di Padova su progetto specifico.
La rete si è consolidata e allargata ad altri Istituti che vanno oltre il confine territoriale della pedemontana, coinvolgendo scuole e gruppi di scuole legate da progettazione e condivisione di obiettivi.
Importante l’avvio dell’aspetto di riflessione e formazione con la realizzazione di un convegno sulla tematica della didattica laboratoriale. In ogni caso Scuola in Piazza si caratterizza come grande evento formativo per i docenti. La possibilità di assistere a forme nuove di espressione (segnalo con piacere il “Teatro nero” dei ragazzi della Scuola Media di Meduno che ha ottenuto un applauso di dieci minuti dalla sala completamente in piedi o lo spettacolo “La crociata dei ragazzi della scuola Media di Maniago), di consultare materiali prodotti su percorsi e progetti specifici, di assistere ad attività di laboratorio scientifico e tecnologico (cito il laboratorio Balthazar Montereale-Maniago-Aviano e il laboratorio professionale tecnologico dell’IPSIA di Maniago) consente ai docenti di fruire della manifestazione come di una grande opportunità autoformativa, dove l’aspetto della didattica e della metodologia risultano punti di qualità fondamentali, così come l’esplicitazione del progetto MAPPE (Cordenons-Maniago) che ha mostrato un percorso di ricerca azione centrato sull’apprendimento e sullo sviluppo e potenziamento di competenze logiche.
Risulta fondamentale anche l’apporto culturale per il territorio che le scuole attivano attraverso i loro progetti: cito il progetto Cinema che ha visto i ragazzi del Liceo Scientifico di Maniago impegnati nella ricostruzione dei luoghi e delle testimonianze raccolte in un film del 1948 e che ha prodotto un nuovo video che confronta il passato con il presente, e ancora la raccolta e catalogazione delle fioriture in un ambiente particolare come quello delle Peschiere di Maniago o la ricostruzione della carbonaia e la storia dei carbonai della Valcellina.

Percorsi nel territorio, percorsi sul territorio, percorsi per il territorio, come semino semini di Travesio con la coltivazione in serra di piantine da orto. Impegno e impegni rivolti alla costruzione di identità globali dove ciò che sta fuori dal proprio territorio è parte dello stesso come dimostra il Progetto “FAX FOR PEACE FAX FOR TOLLERANCE” degli Istituti Superiori di Spilimbergo.
Massiccia la presenza a tutti gli eventi e in particolare il sabato mattina in piazza che ha visto l’avvicendarsi di centinaia tra alunni, studenti, docenti, genitori, comuni cittadini.
Non va dimenticato che Scuola in piazza, nelle sue molteplici sfaccettature, è anche una grande festa della scuola e per la scuola, dove dietro a questa parola si nasconde l’idea che la formazione delle giovani generazioni è un nodo centrale per questo momento storico e per questa società. Rilanciare l’idea di scuola come luogo formativo di sviluppo sociale, come centro di qualità, come perno culturale, come focalizzatore di spinte innovative e
costruzione di valori socialmente condivisibili è oggi fondamentale. E’ la logica della rete, del mettersi assieme, dell’avere il coraggio di praticare l’educazione nuova.
Il progetto può essere valutato come esempio di buona pratica e come luogo dove si è avviata una partnership attiva con molti degli attori presenti sul territorio.
Evidenzia la capacità di creare condizioni che, attraverso la pratica e l’esperienza, hanno saputo creare situazioni di apprendimento e di formazione, oltre a costruire spunti per l’essere delle scuole come “luoghi culturali” inseriti in un territorio e miranti alla costruzione di identità legate alla realtà contemporanea di appartenenza.

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Il futuro


“Scuola in Piazza” nel 2006 ha visto la sua decima edizione, dieci anni di cambiamenti, di mutamenti, di successi e/o insuccessi, ma l’idea geniale che nacque in quel lontano 1995, ha sicuramente prodotto una crescita nelle scuole del nostro territorio che, ancor oggi, si fa sentire e si consolida e potenzia, di anno in anno, acquisendo forme nuove, perché riesce a mostrare quella flessibilità e spirito di ricerca che caratterizza non solo chi l’ha ideata, ma quanti hanno condiviso il percorso e ancora lo condividono, dai docenti, ai Dirigenti, agli Enti e Istituzioni, alle Associazioni, ai Genitori, e, primi protagonisti, gli alunni.

Nel 2007, SCUOLA, GIOVANI ED EUROPA, "Scuola in Piazza" ha partecipato all'iniziativa ministeriale "La scuola siamo noi", ospitando al proprio interno progetti europei, scambi internazionali e regionali tra scuole ed Enti di formazione e promozione culturale. La rete si sta consolidando con attività di "didattica situata", in collaborazione con l'Ecomuseo Lis Aganis attraverso percorsi di progettazione partecipata con gli attori del territorio.

Nel 2008, TERRITORIALMENTE INSIEME ECOMUSEO E SCUOLE, ha visto la sinergia tra "LIS AGANIS" (Ecomuseo Regionale della zona pedemontana e montana del pordenonese) e la rete delle scuole, compartecipando alla settimana ecomuseale.

Nel 2009, anno europeo della CREATIVITA', ecco CRE-ATTIVITA'...tutta da scoprire!

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Coordinatrice di progetto

Giuliana Massaro

 

 

RETE SCUOLA IN PIAZZA

Istituto Capofila

Circolo Didattico di Maniago

Via Dante, 48

33085 - Maniago (PN)

tel. 0427.709057  fax.0427.71526

scuola@scuolainpiazza.it

http://www.scuolainpiazza.it

http://www.circolomaniago.it

blog Scuola in Piazza

 

 

logo 2002

 

logo 2004

logo 2005

 

logo 2006

 

logo 2007

 

by Carlo Fontanella

scultore

(Nato a Torre del Greco (Na) ed approdato a Maniago (Pn), Carlo Fontanella è insegnante di educazione artistica.

E' autore di sculture monumentali ed affreschi.)

 

 

logo 2008

(by F. Pitton)

 

 

logo 2009

(by G.Massaro)

 

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